18 marzo 2013

Io, Biancaneve e Freddy Krueger



Hai presente quando non riesci a fare nulla, la testa è annebbiata, sbiascichi delle parole sperando che la gente attorno a te ti comprenda, ridi come un ebete pensando a chissà che momento del passato, hai gli occhi a cuoricino, compri cioccolata per i colleghi che ti sono sempre stati sulle palle, fai favori a destra e manca, organizzi cene dove cucini per mille persone e ridi tanto tanto e non capisci manco cosa ti sta accadendo?

E hai presente quando sei incazzata come una iena (che poi saranno così incazzate ste iene, ridono sempre), dai la scossa a tutti, rispondi male agli ambulanti per strada, un ragno ti punge e muore avvelenato, il tuo capo non osa parlarti perché teme il tuo furore, la tua coinquilina si chiude a chiave in camera quando ti sente tornare per evitare di finire a pezzetti nel pattume, manco tu fossi Hannibal Lecter?

Questa sono io da due settimane. Facciamo anche un mese và. Anzi due.

Il problema è che l’alternarsi dei due mostri non è settimanale / mensile,  è così repentino da destabilizzare tutti quelli attorno a me. La mattina mi sveglio Madre Teresa di Calcutta, alle 11 sono Jack lo squartatore. A pranzo faccio sembrare Biancaneve una stronza, al caffè la santa inquisizione mi fa un baffo.
Per non parlare dei pomeriggi interminabili al lavoro davanti ad un pc dove gli sbalzi sono così veloci da non riuscire manco a manifestarsi appieno. Il mio collega ha davvero paura di me, glielo leggo negli occhi.

E’ tutto incomprensibile e rapido. Come la neve che cade oggi. Come i 20 gradi che c’erano ieri. E sarà l’essere meteoropatica che non aiuta ma non ci sto capendo niente.

O forse si, qualcosa sto capendo ma faccio finta di essere sorda-cieca-muta per far passare il momento, per dire a me stessa che non può accadermi di nuovo che è come se fosse la prima volta, che la primavera non può  rincoglionirmi a questo modo, e che ormai sono vecchia per poter avere le paturnie pensando a te.

E invece l’unica cosa che vorrei fare è stare accoccolata nel tuo abbraccio sul mio divano, cucinare per te quelle cose che non hai mai assaggiato, mettere le mani nei tuoi capelli e sussurrarti che oggi non è male, ma domani sarà meglio.
E che se casa è lontana, se le sfighe ti perseguitano, se l’italiano non aiuta la soluzione la si può trovare assieme, io ci sono e nel mio piccolo posso darti tutto quello che ti serve ora ed anche quello che non ti serve.

Perché lo so.

Perché c’è chimica.

Perché quando c’è lo sciopero degli autobus penso a come avrai fatto a raggiungere la facoltà in tempo, mentre io arrivo in ritardo a lavoro.

Perché mi piaci in quel modo che è da bambina di 5 anni, ma che male c’è a farsi piacere qualcuno così?

Perché mi ricordo i tuoi occhi su di me quando quella sera mi hai detto che ero bellissima e che tutti mi guardavano, con un lampo di gelosia. E poi abbiamo litigato.

Perché se dormo 4 ore a notte perché parlo al telefono con te la mattina mi sveglio sorridendo.

Perché quando mi rimproveri per una stronzata che ho fatto abbasso le orecchie e scodinzolo.

Perché farmi un’ora di autobus per vederti 5 minuti non mi pesa.

Perché stare tre ore davanti ai fornelli per cucinare cose complicatissime per te è pura gioia.

Perché mi hai detto che quando uno è innamorato fa cose stupide, e non deve reprimerle.

E anche se non so cos’è che voglio, e se tu vuoi, e se è fattibile, e se è amicizia, forse meno, forse più , quando sto con te scordo tutto.

Quindi questo altalenarsi di mostri che coabitano nel condominio che ospito nella mia testa continuerà a farsi vivo, ad affacciarsi dai miei occhi, affinché  tu lo possa vedere,  facendosi vedere anche dagli altri che magari non gradiscono/capiscono ma non riesco a fermarlo.

E posso dare la colpa al meteo, alla primavera, al lavoro, alle cazzate e alle cose serie che ogni giorno mi capitano e mi danno da lavorare, da chiudere gli occhi, da rimuginare,  ma so che una buona parte delle mie paturnie deriva da questo senso di incertezza, da questo dubbio che mi tiene sveglia la notte e che riguarda te.

In questo momento chiudo il post e sono tutta in love.
Non provate a chiamarmi fra cinque minuti, potrebbe rispondervi il mio amico Freddy Krueger.

M.

2 commenti:

  1. Sei la meraviglia e non lo sai. Hai tanto di quell'amore che una vita non basta...anche quando sei Freddy, sei Amore.
    Te quiero.

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  2. Grazie Anonimo giurista salentino, te quiero Yo tbn :)

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