4 marzo 2013

E' come


E’ come quando sei perso in un posto dove vivi da tempo, e ti dirigi verso una direzione perché sai che dopo poco apparirà quell’insegna, quell’angolo che hai già visto, quell’edificio che non ti è mai piaciuto perché è così moderno e pieno di ferro, e non si intona all’isolato ma che ti spiana la strada verso casa.

E’ come quando vedi quella foglia rossa d’autunno sul tergicristalli di un’auto scassata, e ti ricordi di quel  fine settimana  nel sud della Francia, che si era in tanti e si rideva e si beveva vino, mentre novembre entrava fregandosene delle porte e le parole si mescolavano in tante lingue diverse.

E’ come quando senti nell’aria quel profumo, quello del piatto forte della trattoria sotto casa, sotto casa che è a migliaia di km, quando ci dicemmo, massi’ è qui a due passi verremo a mangiarci presto, e assieme non ci entrammo mai.

E’ come quando saluti qualcuno che sai non rivedrai per molto tempo, o forse per sempre, perché gli oceani sono profondi e i cieli sono immensi e la vita percorre strade che si incrociano per un tratto e poi si sciolgono, come i lacci di quelle scarpe che io mettevo sempre e che a te non piacevano.

E’ come quando non trovi quella maglia, quella azzurra con la scritta gialla,quella dove hai asciugato le tue lacrime quel pomeriggio di dicembre, e dove l’avrò lasciata mai, a Notts o a Milano, o forse non l’ho portata, massi’ che scema, è nel cassetto dei ricordi con la felpona sgualcita di un amico brasiliano e  la camicia da notte di donna Letizia.

E’ come quando fai pulizia nel cassetto del comodino, e ci ritrovi la carta di un cioccolatino, quelli col cuore che si scioglie, il biglietto di un treno per  Venezia , un accendino a forma di rana e un petalo di rosa rinsecchito e stanco e ti chiedi se queste cose sono le tue perché giacevano in quel cassetto da anni, depositate da te che oggi non sei più il te di ieri.

E’ come quando pensi che non tornerai a volere bene ad una persona ne presto ne tardi, perché forse il bene ti arriva in una quantità limitata, è come un pacchetto di zucchero, un cucchiaio oggi, un cucchiaio domani e lo zucchero finisce, e forse il bene che potevo spendere l’ho dato tutto a te, e adesso sono amara di un retrogusto che neanche il cianuro.

E’ come quando cammini per strada e non piove, ma l’acqua è sospesa in particelle nell’aria, e ti bagna, si condensa su di te che sei caldo del tuo sangue, del tuo camminare senza ombrello perché tanto non piove, mentre pensi a tutte le cose che sono state e non hai capito al momento giusto, e tutte le cose che sono adesso ma sei troppo impegnato per vedere e tutte le cose che saranno ma chissà se sarò io.

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