31 gennaio 2013

Io posso vivere senza la NAKED e scintillare ugualmente




Ok ok,  lo so, lo so che il titolo del post potrebbe sembrare un’eresia però datemi il tempo di spiegare ed argomentare, non partite con quell’indice accusatore puntato su di me, no, hey, calme, la possiamo risolvere civilmente…forse.
Premetto, da sempre sono stata appassionata di makeup, da quando facevo le elementari e a carnevale volevo truccare tutti io, e sicuramente da molto prima che il tubo con le varie Cliomakeup e Pixiewoo insegnasse anche alle più impedite  come uscire di casa alle 8.15 con un perfetto smokey  viola-azzurro-giallocanarino sfumato col glitter nero che sta bene a tutte, risalta il colore dei tuoi occhi e lo puoi portare in ufficio con disinvoltura.
Io ho una passione, per le cose belle e ben sfumate, per i piccoli difetti che si possono correggere o enfatizzare, per le ciglia finte usate con moderazione e i glitter che certe volte, anzi sempre, ti risolvono la giornata.
Ho truccato spose, ragazzine per il loro diciottesimo compleanno, amiche al primo appuntamento e coinquiline con velleità da pin-up. Senza considerare tutti i viaggi con le mie amiche di sempre dove devo fare delle maratone ed alla fine quella che esce con un trucco indecente sono io.
Ho vagonate di trucchi in casa, da quelli economici essence a quelli della lancome, passando per tutti i punti intermedi, da kiko a MUA a  layla a debora a rimmel a clinique a chanel a dior a  chissà chi e chissà quando.
Ce li ho tutti. Ho le palette più impensate, dalla pupa alla zoeva  passando per MAC.
Sono un po’ maniaca, e nonostante il mio stipendio non sia esattamente uguale alla diaria di Veronica Lario il soldino per l’acquisto in profumeria lo faccio saltare fuori sempre.
Fatta questa premessa vi dico che : io vivo benissimo senza la Naked della Urban Decay. Si si, avete capito bene, senza la 1 e senza la 2 e qualora dovessero farne anche la 3 campo anche senza quella.
Queste due palette ormai sono diventate un’ossessione, chi non ne possiede almeno una si sente una sfigata colossale, non c’è fashionblogger che non ce l’abbia, non c’è amica incapace col pennello che non sia andata a fare una razzia da Sephora.
Io vi dico che con 2 ombretti mat in croce e una palettina della Zoeva  riuscite a ottenere tutte le tonalità della naked spendendo mooooolto meno e scintillando allo stesso modo sotto le luci artificiali.
Come?
Palette nude shimmer zoeva (direttamente dal sito, vi arriva in due giorni, è fantastica, 16.95 euro);
ombretto MUA  matte eyeshadow nuance 20 e 19; (un nero intenso mat e un bel marrone scuro);
ombretto essence  51  absolutly natural.
Fatto. Avrete speso si  e no 22 euro e la quantità di ombretto che portate a casa è parecchio di più. E tutti i makeup ottenibili dalle naked si possono ottenere con questi ombretti, dove il nero e il marrone possono essere anche di Kiko o di essence, io ho questi della MUA che ho preso in Inghilterra pagati ben 1 pound l’uno.

Pero’ il primer potion non si tocca. Un doppione bello resistente non l’hanno ancora inventato. Come tiene botta lui, nessuno mai.

M.

Scivola vai via


E poi mi viene voglia di scriverti una mail.
Così dal nulla. 
Sono in ufficio, fra un RMSE che non mi piace, un collega che parla dei Teletubbies e una penna che fa le bizze e guardando fuori dalla finestra, con questo cielo bianco latte penso a te.

E non dovrei, perché ho altro a cui pensare, perché il tuo tempo è finito, perché mi hanno detto che presto ti sposerai. Anzi  mi hanno detto nell'ordine sei sola, siediti, bevi, lo sai che si sposa?stai bene? Manu perchè non ti sento piu'?

Eppure penso a te.

Potrei citare Battisti ma non sarebbe adeguato, so esattamente con chi sei, so che cosa fai e sono sicura tu non mi stia pensando.
Però mi viene voglia di sentirti, di mandarti un messaggino carino, di quelli che ti fanno ridere fino alle lacrime, perché era questo l’effetto che ti facevo nemmeno un anno fa, quando lei era lontana e io ero lì pronta ad ascoltarti e a chiederti il bacino del buongiorno e quando tu mi mettevi le mani nei capelli perché sapevi l’effetto che avrebbe avuto.
E quando mi hai chiesto se odiassi di più Natale, San Valentino o il mio compleanno, e io impassibile ti ho stilato una classifica ragionata e motivata, quando invece avrei voluto dirti che quell’anno non avevo odiato niente, semplicemente non ci avevo fatto caso, perché tu eri lì con me.
Sono passate le stagioni e nessuno mi ha scompigliato lo chignon come facevi tu, o detto che la mia borsa è terribilmente anni ottanta.  Nessuno mi ha fatto ridere fingendosi sensuale e nessuno si è ingelosito per cuori mandati random su skype.

Chissà se mi chiami prima del fatidico giorno per dirmelo. Chissà se ti ricordi del fruttivendolo che c’ha preso per innamorati. Chissà se ci pensi alla mia bocca sul tuo collo.

E la gente continua a parlarmi di te come se dovesse importarmi, come se avere tue nuove sia la cosa a cui anelo di più.

Forse è così ma tu non lo devi sapere. 
Ma no, non è cosi’.

Scusa è tardi, e penso a te.
M.

30 gennaio 2013

Nice to meet you B


All’ alba dei miei ventisette anni mi sono accorta di essere una tra le poche al mondo a non avere un blog.
Giracchiando per la rete mi sono sentita improvvisamente così out of fashion, così vecchia, così classica nel mio tendere a esporre il mio pensiero in modo standard.
Ormai magari è anche tardi per questa forma di espressione, insomma, è da un decennio ormai che ci tediano con blog su qualsiasi argomento, dalla comune cucina, al makeup per coprire l’impossibile, alla salvaguardia del bambù , i viaggi estremi, gente annoiata ed egocentrica, cesse a molla che si credono super guru del fashion e ci tediano con accostamenti che neanche Serena Van der Woodsen oserebbe mai (con due metri di coscia).
Io penso che il mondo deve sapere quello che partorisce questa mente perversa che mi ritrovo, non solo chi è suo malgrado dove sono io, anche chi è lontano, anche chi non incontrerò mai deve aiutarmi in questa condivisione di idee, commenti, opinioni che ogni santo giorno mi martellano il cervello.
Mentre pensavo ad una degna introduzione, ad un primo post accattivante per spaccare mi sono ricordata che invece si che ce l’avevo un blog, e ci scrivevo anche spessissimo quando ero più giovine, ma ormai giaceva abbandonato nei meandri della rete, rintracciabile chissà come…
Era uno di quegli spazi messi a disposizione da MSN, dove dal 2006 al 2009 ho scritto cose carine, anche brillanti a tratti, sicuramente frutto di una giovine studentessa di ingegneria che ogni tanto voleva ricordarsi di come si scrivesse in italiano. Ebbene questi blog sono stati chiusi!
Da quello che ho capito nel 2011 hanno mandato una mail a tutti quelli che ne possedevano uno, chiedendogli di spostarli su wordpress e chi non l’ha fatto entro le scadenze ha visto tutti i suoi scritti andare al macero…o l’equivalente virtuale.
Ci sono rimasta così male che per poco non piangevo in ufficio.  No dico sul serio…tutte quelle note carine, i commenti del mio periodo in Erasmus, le impressioni dei primi anni lontani da casa… un’altra vita che sembra così lontana, però era la mia ed è andata in fumo.
Quindi qui lo dico: caro blogspot se dovessi mai decidere di chiudere tutto, baracca e burattini, please avvisami perché ho intenzione di scrivere tanto qui, scrivere di tutto, dalle ricette, al makeup, ai viaggi, all’egocentrismo, al fashion, e poi magari un giorno mi stancherò e vorrò tenermi di nuovo tutto dentro potendo ripescare dal passato rileggendo da queste pagine.
Ah si mi chiamo Manu, sono un ingegnere forse atipico, adoro i glitter (so che puo’ sembrare incompatibile col titolo di studio ma vi dico che si può fare, so' atipica),  gioco a pallavolo, cucino dolci che non mangio e che regalo puntualmente, adoro la musica, tutta, adoro il makeup, non tutto, non sono mai stata capace di dare una forma ai mie capelli più mille altre cose che pian piano vi dirò. Se mi seguirete.
M.