E poi mi viene voglia di scriverti
una mail.
Così dal nulla.
Sono in ufficio, fra un RMSE che
non mi piace, un collega che parla dei Teletubbies e una penna che fa le bizze
e guardando fuori dalla finestra, con questo cielo bianco latte penso a te.
E non dovrei, perché ho altro a
cui pensare, perché il tuo tempo è finito, perché mi hanno detto che presto ti
sposerai. Anzi mi hanno detto nell'ordine sei sola, siediti, bevi, lo sai
che si sposa?stai bene? Manu perchè non ti sento piu'?
Eppure penso a te.
Potrei citare Battisti ma non
sarebbe adeguato, so esattamente con chi sei, so che cosa fai e sono sicura tu
non mi stia pensando.
Però mi viene voglia di sentirti,
di mandarti un messaggino carino, di quelli che ti fanno ridere fino alle
lacrime, perché era questo l’effetto che ti facevo nemmeno un anno fa, quando
lei era lontana e io ero lì pronta ad ascoltarti e a chiederti il bacino del
buongiorno e quando tu mi mettevi le mani nei capelli perché sapevi l’effetto
che avrebbe avuto.
E quando mi hai chiesto se odiassi
di più Natale, San Valentino o il mio compleanno, e io impassibile ti ho
stilato una classifica ragionata e motivata, quando invece avrei voluto dirti
che quell’anno non avevo odiato niente, semplicemente non ci avevo fatto caso,
perché tu eri lì con me.
Sono passate le stagioni e nessuno
mi ha scompigliato lo chignon come facevi tu, o detto che la mia borsa è
terribilmente anni ottanta. Nessuno mi ha fatto ridere fingendosi
sensuale e nessuno si è ingelosito per cuori mandati random su skype.
Chissà se mi chiami prima del fatidico giorno per dirmelo. Chissà se ti ricordi del fruttivendolo che c’ha preso per
innamorati. Chissà se ci pensi alla mia bocca sul tuo collo.
E la gente continua a parlarmi di
te come se dovesse importarmi, come se avere tue nuove sia la cosa a cui anelo
di più.
Forse è così ma tu non lo devi
sapere.
Ma no, non è cosi’.
Scusa è tardi, e penso a te.
M.
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