9 settembre 2013

Sindrome 'costa crociere', questi dilettanti.


Due settimane fa sono rientrata dalle ferie, ormai l’avete capito tutti.

Mi ci è voluto un po’ per riprendermi ed accettare il mio stato di ritorno alla vita reale…ho passato la prima settimana, facciamo anche dieci giorni, a combattere contro la ormai famosa sindrome COSTA CROCIERE, o chiamatela come vi pare, sindrome da rientro, sindrome del terrone….ci sono moltissimi nomi per questa malattia che colpisce buona parte delle persone che conosco al rientro da un periodo di ferie, soprattutto se le persone in questione rientrano in un luogo che non è casa loro  ne mai lo sarà.
Questa sindrome non solo esiste ma dovrebbe essere riconosciuta dall’albo dei medici come grave disagio o invalidità momentanea al 100%.

Questo post è per spiegare a tutti quelli che non possono vivere questo stato d’animo cosa si prova, perché ad esempio, il collega bolognese che mi dice di essere spossato a causa della fine delle vacanze non c’ha capito un cazzo. 
Tu che vedi settembre solo come il rientro in ufficio, tu che lavori nel luogo in cui sei nato, dove hai i tuoi affetti e dove mangi la mortadella che mangiavi da cinno, bhe proprio tu fortunello che hai il lavoro a due km da casa, non hai nulla a che vedere con noi, noi che viviamo il rientro come un parto, noi che ogni estate e ogni capodanno vorremmo incatenarci al comune di residenza (io personalmente vorrei incatenarmi a una delle palme di piazza del Popolo, i Manfredoniani lettori capiranno).

Questa sindrome è una roba che per capirci devi prendere la peggiore sindrome premestruale, moltiplicarla per il dolore di un ascesso dentale, elevarla alla potenza della frustrazione di una dieta di un anno senza risultati e di nuovo moltiplicarla per il rodimento di un campionato del mondo di calcio perso all’ultimo rigore.(CIT.) Una roba così ma forse ci sarebbe da sommare ancora qualcosa… ci penso e vi faccio sapere.

Ci sono delle fasi con cui questo disagio si manifesta, come tutte le malattie, si parte in maniera blanda e subdola, si ha un picco che anche Freud non saprebbe come gestire e si ritorna quasi normale , anche se il virus c’è sempre, è latente e bastardo e quando meno ci pensi ritorna a colpire, basta una foto, basta una canzone alla radio, basta tua mamma che ti dice cha ha cucinato il sugo con le polpette di pane (questa per me provoca una ricaduta che mi stende tre giorni).

Resta il fatto che finché ci sarà una Sindrome da Rientro così acuta, significherà che casa sarà ancora casa, stracolma d’amore, irrinunciabile, proprio così, semplice com’è.



Come la passeggiata in piazzetta a mezzanotte. 
Come il truccarsi con la selezione musicale di mio fratello. 
Come il panzerotto di Monte che se non fai un’ora di fila non ha lo stesso sapore. 
Come le peroni smezzate a Villa Simone. 
Come il treno perso il 17 agosto.
Come le tredici stelle cadenti che abbiamo visto assieme.
Come la pizza di Grasso. 
Come l’abbraccio di Fra.
Come le guance che fanno male dal ridere.
Come le occhiate di mia madre.
Come le lacrime di gioia per notizie inaspettate.
Come vedere l’alba che spunta ad est dal Gargano,  trascinarsi a letto come uno zombie e il giorno dopo a mezzogiorno essere in spiaggia e ricominciare.

Di nuovo. 
Assieme.

2 settembre 2013

September morn






Poi arriva.

Settembre.

Togli un attimo lo sguardo dai granelli di sabbia che ti sono rimasti tra le valigie ed è qui con te.
E sai che rappresenterà un nuovo inizio, un ricominciare silenzioso dove già si era.

Fosse per me farei iniziare l’anno con questo mese, iniziare con la brezza fresca che spazza via l’estate e ti rimette a contatto con la realtà, con ciò che devi essere e che nei mesi precedenti hai potuto lasciare in ufficio.

Te lo immagini un capodanno il primo settembre?

Te lo immagini un anno che inizia con le foglie che ingialliscono e termina con il sole sulla pelle?

E’ come una promessa settembre, è il bilico tra la voglia di quello che era e il timore di quello che sarà.

Ricominciamo.

Con la luce calda di questi giorni, che non è invadente ma ti avvolge ancora.
Con la pelle ancora abbronzata da quello sfacciato di agosto.
Coi pensieri forse più leggeri perché rinfrescati dalle onde degli ultimi mesi.


Buon inizio a tutti.
M.